L’alba

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Nella Cognizione del dolore di C. E. Gadda, dalle “stecche delle persiane” della casa di Gonzalo Pirobutirro l’alba “suscitata” dal canto del gallo “perentorio e ignaro” (…) “accede ed elenca i gelsi” del giardino.

Più modestamente, dal balcone spalancato della casa di Coreno l’alba prorompe e si scontra vittoriosa con la montagna che invano la trattiene frapponendole “le sue pietre precipitate per opera non umana”.

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