Tangentopoli

Ai vari commentatori che discettano in tv e sui giornali se i recenti fatti di corruzione siano da rubricare sotto il nome di Tangentopoli o se invece si tratta di ruberia personale, vorrei sommessamente ricordare:

  1. I partiti sono finanziati direttamente dallo stato.
  2. Viceversa i candidati nei vari collegi “sicuri” sono scelti dai vertici dei partiti. Questi posti sono notoriamente in vendita: si parla di almeno 500 mila euro per un collegio di Milano.
  3. L’investimento è obiettivamente oneroso: se il deputato o senatore non assurge a ruoli di governo o comunque di potere, farà fatica a rientrare con il solo stipendio di parlamentare dell’esborso iniziale.
  4. Ecco dunque la necessità di ricorrere a finanziamenti illegali.

Come si può chiamare tutto questo?

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