Aeropago

lapide_aeropago Sull’episodio degli Atti degli Apostoli (17,22-34) in cui si racconta del discorso di Paolo ai filosofi stoici e epicurei nell’Aeropago di Atene non riesco a scorgere quei segnali di grandezza e di profondità che altri (teologi e filosofi per primi) hanno sottolineato. Più lo leggo e più mi sembra un confronto perdente per Paolo tra la sapienza greca e la fede cristiana, tra la dialettica e la rivelazione. Perfino il tono e lo stile del racconto è dimesso e rassegnato alla sconfitta. Le parole di Paolo non riescono a scalfire le convinzioni degli ateniesi che lo liquidano dicendogli: “Su questo ti sentiremo un’altra volta” (a proposto della resurrezione dei morti).

PS. All’accusa di adottare una “interpretazione letterale e non simbolica” delle ‘sacre scritture’ ha già risposto da par suo J. Saramago (su La Repubblica del 19/11/2009).

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