Loro non lo sanno…

E’ mia convinzione che, nonostante le differenze storiche nelle relazioni tra Stato e società civile, il mondo musulmano si svilupperà sulla falsarigadell’Occidente postcristiano. A dispetto di quanti affermano il contrario , la fede verrà interiorizzata, e diverrà una questione privata, frutto di una libera scelta. In un’era in cui gli individui sentono sempre meno i vincoli di parentela e sono sempre più esposti all’anonimato urbano, le anime musulmane troveranno il sentiero interiore tracciato dal sufismo più gratificante della via della politica rivoluzionaria. Purtroppo, però, lungo questo percorso, sarà versato altro sangue.

M. Rutthwen, Islam
Einaudi 1999, pag. 141

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Di Recalcati non ce n’è uno solo

(Infatti c’è anche Rovelli. Ovvero: Mi contraddico, dunque sono)
Purtroppo, ci è rimasto tutto Aristotele, sul quale si è poi ricostruito il pensiero occidentale, e niente Democrito. Forse, se ci fosse rimasto tutto Democrito e niente Aristotele, la storia intellettuale della nostra civiltà sarebbe stata migliore.
C. Rovelli, La realtà non è come ci appare, pag. 32

Le sue teorie scientifiche godono di cattiva fama. Ma a torto: furono la base dei successivi progressi.
C. Rovelli, Aristotele che fisico!
La Lettura del Corriere della Sera del28/10/2015

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Antipolitica

Ma l’antipolitica è anch’essa una politica, giacché la politica è una forza terribile: basta solo sapere che esiste, e già ci si è dentro, si è perduta per sempre la propria innocenza.

Thomas Mann, Considerazioni di un impolitico. Milano, Adelphi 1997.

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I tempi dell’arte

Nel 1898, il gallerista parigino Maurice Joyant fotografa il suo amico d’infanzia Henri de Toulouse-Lautrec mentre defeca sulla spiaggia di Le Crotoy, Picardie.
Piero Manzoni, Merda d’artista, 1961
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Epifania

 Andrea Zanzotto (1921-2011)

“Ma ciò che resta, lo intuiscono i poeti.”

Holderlin, Andenken

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Discorso sulla servitù volontaria

Per ora vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini (…) a volte sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato e non potrebbe far male ad alcuno, se non nel caso che si preferisca sopportarlo anziché contraddirlo. E’ un fatto davvero sorprendente e nello stesso tempo comune, tanto che c’è più da dolersene che da meravigliarsene, vedere milioni e milioni di uomini asserviti come miserabili, messi a testa bassa sotto ad un giogo vergognoso non per costrizione di forza maggiore ma perché sembra siano affascinati e quasi stregati dal solo nome di uno di fronte al quale non dovrebbero né temerne la forza, dato che si tratta appunto di una persona sola, né amarne le qualità poiché si comporta verso di loro in modo del tutto inumano e selvaggio.

Etienne De La Boétie.
DISCORSO SULLA SERVITU' VOLONTARIA.
1571-1574
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La filosofia in salsa dipietrista

La Repubblica – 26 agosto 2011 — pagina 49 sezione: CULTURA
LA TERZA VIA DI CAMUS

Se l’ esoterismo iper-metafisico di Heidegger e la traduzione più casareccia fornita da Gadamer degli inconcludenti e compiaciuti labirinti iniziatici del “mago di Messkirch” avesse nutrito la cultura di destra, non vi sarebbe stato alcun problema. Ma quel forsennato vaticinare ha invece colonizzato la cultura democratica in Italia fin dall’ inizio degli anni Sessanta, sia in versione neo-teologica, sia ermeneutica (fratelli coltelli, ma entrambi heideggeriani anti-illuministi perinde ac cadaver ), ristabilendo una egemonia spiritualistico-idealistica sulla filosofia che invece era stata finalmente mandata in frantumi dalla consapevolmente variegata “vague” neo-illuminista cui avevano dato impulso Abbagnano, Bobbio e Geymonat. Se si aggiunge il marxismo eretico di Della Volpe e della sua scuola, c’ erano già allora tutti gli elementi per costruire quella filosofia di “New Realism” che Maurizio Ferraris, ora caldeggia contro il suo maestro e gli esiti prevedibilissimi dell’ ermeneutica nichilista e del post-moderno. Mezzo secolo buttato. Comunque, meglio tardi che mai. Il fenomeno come è noto è stato europeo, e ha riempito anche gli scaffali di oltreatlantico. In Francia avevano a disposizione i lavori di Camus e Monod, sontuosi di grande pensiero sobrio, per dar vita a quella sintesi di esistenzialismo e naturalismo empirico che costituisce la speranza di una “filosofia dell’ avvenire”, ma la moda irrazionalistica ha imposto genealogie e microfisiche di Foucault e torrenziali elucubrazioni autoreferenziali di Derrida, mentre negli Usa Rorty, in nome di Dewey, faceva piazza pulita del razionalismo di quel grande pensatore riformatore. Il tutto giustificato dalla necessità di liberarsi dalla oppressione di un “essere” inteso staticamente, troppo “autoritario”, siè detto. Eppure, bastava farne proprio a meno, dell’ Essere, comunque declinato e sbarrato, questa personificazione del predicato più generico e dunque più vuoto, questa Ipostasi che costituisce il tributo della filosofia all’ animismo. E invece, tutti a “indebolire” l’ essere per meglio salvaguardarlo rispetto a neo-illuminismi e “scientismi”. Per evitare il punto cruciale dello scoglio su cui la tradizione di Hume e del giovane Marx antihegeliano e di Freud (e della riflessione filosofica su Darwin) aveva già portato a far naufragare ogni spiritualismo e antimaterialismo: riconoscere alle scienze della natura l’ indagine sull’ essere e all’ esistenza individuale e collettiva la sovranità sul dover-essere. Ma con un esistenzialismo così sobrio, naturalista-scientista, sarebbero stati liquidati i barocchismi sull’ “invio dell’ essere”, questi sì ad alto potenziale autoritario (totalitario, anzi), visto che qualsiasi aspirante Führer potrà arrogarsi il ruolo di “Unto” dell’ essere. È paradossale, perciò, che Vattimo, per tenere aperta la prospettiva dell’ emancipazione e dell’ eguaglianza (più che legittima), anziché scegliere la via maestra e diretta della separazione quasi manichea tra fatti e valori, dunque tra scienze della natura e ideologie dello spirito (solo le componenti scientifiche delle discipline socio-storiche rientrano nel primo ambito), continui ad insistere sulla linea “non ci sono fatti, solo interpretazioni”. Perché ogni menzogna viene così santificata. – PAOLO FLORES D’ ARCAIS

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L’alba

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Nella Cognizione del dolore di C. E. Gadda, dalle “stecche delle persiane” della casa  di Gonzalo Pirobutirro l’alba “suscitata” dal canto del gallo “perentorio e ignaro” (…) “accede ed elenca i gelsi” del giardino.

Più modestamente, dal balcone spalancato della casa di Coreno l’alba prorompe e si scontra vittoriosa con la montagna che invano la trattiene frapponendole  ”le sue pietre precipitate per opera non umana”.

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